CONTAVA I PROTONI

Il piacere fondamentale deve qualcosa alla simmetria
chi non capisce un asse rotante omette il mondo.
L’aria si fa meschina talvolta si gonfia per piangere e non tollera
Il ritorno sui passi, così lascia all’autunno gli occhi
Che diventi allume la spiga
Il ritmo letterario ritorni nella domus aurea.
Solo perché una regola prevede l’indice
Sia detto il significato dopo il significante.
Senza mai nominarlo ma contando a protoni
Hegel inventa il Tempo.
Contare è creare.
Nessun prussiano in giro, nè guerre
tolleranza zero. Aspergersi invece di cenere.
Due protoni non sono uno, così pensa il Sole
L’ immaginavi alla conta sulle dita?
Alle fronde dei salici lasciammo Quasimodo
Noi cercatori d’oro, invisi al canto del gallo.
Marmitte lavorano per noi,
Migliorano l’aspetto dei cadaveri
e scendono con dignità da scale lombarde
Monatto non t’avvicinare a Cecilia.
Il verso di sei protoni creò la chimica organica.
Meglio sarebbe stato lasciare uno iato o drogarlo di Litio.
Tra galassie fu accolto come idea balzana
Dentro s’impastava carne e vuoto. Gli Dei risero.
Ancora una volta il Sole raccontava barzellette
Era l’idiota che non si accorgeva delle circostanze.
Tieni stretti i tuoi protoni
Piuttosto che creare possibili uomini.
Inventa schiuma da barba per Giove
Che storia è se il creato si mette a creare?
Le leggi della statica sono buone per la volta a botte
Costruisci grattacieli e sosterrai l’equilibrio tra quasar.
Ti sia dato anche l’anello del Cern,
L’epoca delle postfazioni.
Ma inventa qualcosa che scorra dentro
e non sia l’immagine che è.
La possibilità di carne umana è spavento
assenza d’assi, specchi e centri.
Come gira l’universo? ci darà piacere il verso
o sarà un inutile oziare di dei?
La coscienza ha un balzo di novantadue piani
La tavola di Hegel era incompleta. Semplice!
Non mangiavano  Transuranici allo stesso tavolo
si era presi da una frenesia di apostoli allo sbando.
Che s’è fatto dunque a nutrire l’essenza?
L’istante è il sollecito della Legge.
C’è un obbligo alla fine un altro all’inizio
corda che vibra e cambia di tono.
Pagare per questo teatro del piacere?
come a Yalta
in Tempo e cianuro per le cecilie
nel bunker di Berlino?
Scopri lo specchio se ne hai memoria
o ferma l’asse che gira. Il Tempo se c’è.

INFER||IATE

INFER

RIATE

 

Salme:

 

Si muovono navi verdi. Di olio la pioggia

Donne irriducibili alle inferriate.

 

Un punteruolo rosso in ceppi. Due proconsoli di Cesare.

Socrate assorbito dalle cicute.

 

vendono palme a Barabba

La banda delle cinque fa a meno degli orologi, borghesi per giunta.

 

Il tempo lo è.

La legge invece è capitalista.

 

Una centuria  suggerisce a degli ulivi di far largo alla xylella.

dal Salento  a Gerusalemme.

 

Le successioni sanno di catena alimentare

dov’è Gesù?

 

Dio è morto

Io è morto.

 

Un pianoforte perde i denti. Musica di Schubert nelle vie di Bari.

Negli uffici stampano registri in codice binario.

 

Faber. L’asino, il muro del ‘61

sulla via del mare omaggiano la carovana del re.

 

Giuda in su.

Il Duce in giù.

 

SQUILIBRI

Amate le caffettiere
E lasciate perdere il poeta

Meglio il rogo d’ alluminio
Che l’inaffidabilità

Grande il cuore di metallo
il borbottare silenzioso

v’inebri la canna fumaria
la piccola industria del profumo

non
il poeta

tra i folli amate il trapezista
il Dio che sta nel suo piede

a volte il cancro
si afferra alle ginocchia

nega al colombo
le vie d’ equilibrio

in tutto ciò amate
il confine

non i poeti

il culo triste
ai trionfi